Esploratori,
geografi
e viaggiatori
tra Ottocento
e Novecento
Il percorso espositivo della mostra è articolato in tre grandi unità tematiche: “L’esperienza del viaggio”, “Il viaggio come conoscenza” e “Verso un nuovo mondo”. La prima è dedicata all’attenta e meticolosa organizzazione e preparazione del viaggio, intesa come parte fondante ed integrante dell’esperienza conoscitiva. La seconda unità costituisce il nucleo centrale della mostra, perché ripercorre in senso cronologico le spedizioni condotte da friulani verso l’Africa, le Americhe e l’Asia. L’ultima si propone quale momento di riflessione su quanto la conoscenza dell’altro e dell’altrove costituisca un grande arricchimento culturale e sociale.
Scarica le attività collaterali della mostraAlla base delle spedizioni scientifiche verso nuovi mondi vi è un enorme lavoro di verifica bibliografica e cartografica, di reperimento di equipaggio ed equipaggiamento. Le biblioteche geografiche costituirono il punto di partenza delle missioni, con i loro scaffali ricchi di volumi, di atlanti, di resoconti di spedizioni, di album di immagini di paesi lontani, di mappamondi, di carte geografiche e di strumenti di rilevazione.
Alla base delle spedizioni scientifiche verso nuovi mondi vi è un enorme lavoro di verifica bibliografica e cartografica, di reperimento di equipaggio ed equipaggiamento. Le biblioteche geografiche costituirono il punto di partenza delle missioni, con i loro scaffali ricchi di volumi, di atlanti, di resoconti di spedizioni, di album di immagini di paesi lontani, di mappamondi, di carte geografiche e di strumenti di rilevazione.
Il viaggio è provocato dalla curiosità verso nuovi mondi e le spedizioni spesso rispecchiano le diverse caratteristiche del viaggiatore: il nobile d’alto censo che viaggia per interesse personale con mezzi economici familiari, il religioso inviato ad evangelizzare i popoli primitivi, il funzionario governativo ed infine lo scienziato motivato dalla volontà di contribuire al progresso della conoscenza.
“se la spedizione francese ha potuto partire subito, lo si deve a me, Italiano, che già a mio conto con mia iniziativa, dopo un mese e mezzo di continuo lavoro, avevo messo assieme una spedizione da naturalista che, senza lodarmi, era ben completa”Giacomo Savorgnan di Brazzà
“non vedo l’ora di trovarmi nel centro dei miei studi, quando un mondo ancora vergine mi si presenterà alla mia investigazione”Giacomo Savorgnan di Brazzà
Alla base delle spedizioni scientifiche verso nuovi mondi vi è un enorme lavoro di verifica bibliografica e cartografica, di reperimento di equipaggio ed equipaggiamento. Le biblioteche geografiche costituirono il punto di partenza delle missioni, con i loro scaffali ricchi di volumi, di atlanti, di resoconti di spedizioni, di album di immagini di paesi lontani, di mappamondi, di carte geografiche e di strumenti di rilevazione.
Il viaggio è provocato dalla curiosità verso nuovi mondi e le spedizioni spesso rispecchiano le diverse caratteristiche del viaggiatore: il nobile d’alto censo che viaggia per interesse personale con mezzi economici familiari, il religioso inviato ad evangelizzare i popoli primitivi, il funzionario governativo ed infine lo scienziato motivato dalla volontà di contribuire al progresso della conoscenza.
“se la spedizione francese ha potuto partire subito, lo si deve a me, Italiano, che già a mio conto con mia iniziativa, dopo un mese e mezzo di continuo lavoro, avevo messo assieme una spedizione da naturalista che, senza lodarmi, era ben completa”Giacomo Savorgnan di Brazzà
“non vedo l’ora di trovarmi nel centro dei miei studi, quando un mondo ancora vergine mi si presenterà alla mia investigazione”Giacomo Savorgnan di Brazzà
La chiesa di S. Francesco è evocativa in quanto luogo di narrazione delle storie del beato Odorico da Pordenone, primissimo esempio in Friuli di esploratore di terre lontane, che, insieme a Marco Polo, per primo svelò all’Europa i misteri dell’Estremo Oriente. È anche un’occasione per raccontare di altri religiosi friulani, come Giuseppe Rizzolati, inviato ad evangelizzare la Cina, e Celso Costantini che Pio XI mandò in terra di missione a radicare il cattolicesimo.
“se un giorno si pianterà e fiorirà la vita monastica in Cina, non è necessario trasportare qui l’Occidente; qui c’è tutto e si può rispettare tutto, importando solo la verità della Rivelazione”Celso Costantini
Pietro Savorgnan di Brazzà è il simbolo dell’esplorazione in Friuli; condusse quattro spedizioni in Congo per il governo francese a partire dal 1872 e per l’atteggiamento tenuto con le popolazioni africane incontrate fu spesso indicato come esempio positivo di una fase storica tra le più controverse e rimosse del nostro passato: il colonialismo. Realizzò la terza missione in Congo con il fratello Giacomo, antesignano delle esplorazioni scientifiche friulane, e l’amico di questi, Attilio Pecile. Il viaggio permise la raccolta di copiosissimo materiale naturalistico ed etnografico.
“avevo l’incarico di studiare il paese dal punto di vista zoologico, botanico, geologico ed etnografico di formare una collezione quanto più possibile completa”Giacomo Savorgnan di Brazzà
Con la nascita delle Società Geografiche le spedizioni acquistano un vero e proprio valore scientifico, sono composte da un’équipe specializzata nei vari settori della scienza e conducono ad una conoscenza geografica, etnografica e naturalistica dei territori indagati. In questa fase, nel nostro Paese, compaiono due figure importanti: Giovanni e Olinto Marinelli, fondatori della Geografia in Italia. Due uomini che fungeranno da catalizzatori e coordinatori della conoscenza multidisciplinare di nuovi territori a cui si affiancheranno molti nomi di friulani e numerose importanti spedizioni.
L’interesse scientifico per il continente africano si concentrò in particolare sui territori coloniali, con l’evidente finalità di conoscerli dal punto di vista cartografico, geologico, naturalistico ed antropologico; molte spedizioni avevano lo scopo dichiarato di individuarne soprattutto le potenzialità economiche. Tra i nomi friulani legati a questa fase delle ricerche, vi sono Olinto Marinelli, Michele Gortani, Lodovico di Caporiacco, Giovanni Battista Ellero e Ardito Desio.
“seguirono 15 giorni di lavoro febbrile per copiare con la carta lucida le varie centinaia di figurine dipinte sulle rocce”Lodovico di Caporiacco
“il pensiero di te domina tutti i miei pensieri; ed è davvero la migliore medicina del mondo. Ti sento sempre forte e serena, nonostante le privazioni imposte dalla lontananza”Giovanni Battista Ellero alla moglie
Vere e proprie spedizioni nel continente americano hanno riguardato in particolare la Patagonia. Guidate dal religioso Alberto Maria De Agostini, soprannominato “Padre della Patagonia”, furono coadiuvate nel 1913 da Giovanni Battista De Gasperi e tra il 1930 e il 1931 da Egidio Feruglio. Quest’ultimo, trasferitosi in Argentina per non aderire al Fascismo, fu appassionato ricercatore e contribuì in maniera determinante alla conoscenza scientifica di quel territorio.
“incontrai un ostacolo insormontabile nella impossibilità di adattarmi al clima spirituale e politico, di crescente intolleranza che si era venuto affermando in Italia, e a contatto col quale io, pur estraneo alle competizioni politiche e intento unicamente ai miei studi e ai doveri della famiglia, mi sentii intimamente ribellare”Egidio Feruglio
Donne in viaggio
Tradizionalmente il viaggiare compete all’uomo!
Le donne non sono impegnate in vere e proprie esplorazioni, ma raggiungono i paesi extraeuropei al seguito della famiglia e lì riescono spesso ad esprimere
le loro più alte qualità. È il caso della friulana Tina Modotti, che giunse in America al seguito del padre nel 1913, dove divenne una brillante fotografa, e di Syria Poletti, friulana di adozione, che fu una delle protagoniste indiscusse del panorama letterario argentino tra gli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta dello scorso secolo.
Il grande continente asiatico è stato meta di Luigi Pio Tessitori giunto nel nord dell’India nel 1914 per dedicarsi allo studio di manoscritti della letteratura bardica e delle leggende e tradizioni popolari. Il suo vasto campo di interessi si rivolse anche all’archeologia. Altri esploratori friulani condussero invece spedizioni soprattutto “in cima al mondo”: Olinto Marinelli, Lodovico di Caporiacco e Ardito Desio si spinsero sui ghiacciai del Karakorum. La conoscenza di questo territorio fu coronata dal raggiungimento della vetta del K2 con la spedizione di Ardito Desio nel 1954.
“c’è una grande soddisfazione nello scoprire e nel raccogliere oggetti nuovi e preziosi, oggetti d’arte, oggetti senza prezzo, resti di una civiltà antica di cui più nient’altro rimane. Sì, veramente sento che sono nato per fare l’archeologo”Luigi Pio Tessitori
“questa vita girovaga mezzo alpinistica e mezzo marinara esercita su di me un’attrazione grandissima. Mi pare che se per tutta la mia vita dovessi girare il mondo studiando e lavorando anche a costo delle più gravi privazioni e dei più aspri sacrifici sarei un uomo felice”Ardito Desio
Le spedizioni hanno il merito di aver svelato nuovi mondi dal punto di vista cartografico e scientifico, portando alla conoscenza dell’ignoto e all’incontro con l’altro. Ciò ha condotto ad un arricchimento del nostro sistema culturale che non è sempre immediatamente percepibile. Ma nuovi elementi influenzano l’arte, con la nascita del Primitivismo e dell’Orientalismo, e attraversano letteratura, musica, cinema e cucina.
“partii anch’io per vagabondare per il deserto con una piccola carovana di due cammelli e tre berberi. Vestito anch’io col burnus ed il turbante, condividevo la loro semplice vita compenetrandomi pienamente del profondo fascino del Sahara, uguale a quello che l’oceano deve avere per i suoi marinai”Fabio Mauroner